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L'articolo che segue è tratto da varesenews.it
Sembra assurdo il titolo della nostra news, ma non vogliamo prendere in giro nessuno, questo è quello che può succedere facendo enduro in posti pericolosi, isolati, sconosciuti e al buio. Mentre descrivo la pericolosità mi brillano gli occhi perchè è ciò che cerchiamo noi del Team Zama ma siamo sempre coscienti del pericolo che corriamo e soprattuto preparati ad affrontare tali situazioni.
Quindi prima di inoltrarvi in bosco avvisate sempre qualcuno in che luoghi girate e portatevi semrpe dietro un cellulare, mi raccomando mai da soli, si va a girare sempre con qualcuno.Ciò che vedete in questo sito è fatto da stuntman e riders professionisti, non cercate di imitare tali performance.


Cade nei boschi, lo salvano sotto il nubifragio

Le montagne sopra Orino, meta di scampagnate e gite fuori porta hanno rischiato di trasformarsi in una trappola mortale per un uomo rimasto ferito per diverse ore, al buio e sotto la pioggia battente. L’allarme è scattato attorno alle 20.30 di questa sera, 12 giugno: una telefonata al 115 chiedeva il soccorso per una persona uscita di strada a bordo del suo mezzo, un quad o una moto da enduro; forse ha un femore spezzato.
Il luogo segnalato sono i boschi sopra Orino ma già in quota: lungo il sentiero che dalla località “Pian delle noci” porta al Forte di Orino. Secondo la prima ricostruzione, il ferito non era solo ma accompagnato da altri escursionisti in moto. Il sentiero che stavano percorrendo è però molto impegnativo e inadatto per il fuoristrada, vista la pendenza e i dirupi che si possono incontrare. Dopo la caduta l’uomo non riesce a muoversi; alcune delle persone che erano in sua compagnia scendono a valle con la moto per chiedere aiuto. Scatta la macchina dei soccorsi e da Varese partono il gruppo saf dei pompieri con altri mezzi dei vigili del fuoco, oltre a diversi volontari soccorso alpino. Il 118 muove un’automedica e un’ambulanza. Viene allestito un campo base in una radura pianeggiante raggiungibile dal paese, dove giungono anche i carabinieri. La situazione è difficile: non si conosce il punto preciso dove è bloccato il ferito, inoltre sta facendo buio. Poi, attorno alle 21, si scatena il nubifragio, con tuoni e fulmini che rendono difficilissimi gli spostamenti. Nonostante questo diverse squadre di pompieri e del soccorso alpino si mettono in marcia e alla ricerca del ferito nel buio più totale e sotto la pioggia battente. La strada è in mezzo al bosco fitto e in salita. Solo attorno alle 22.30 il ferito viene trovato: è stremato, e ha forte dolore. A braccia i soccorritori lo portano per diverse centinaia di metri verso il primo mezzo 4x4 che trasporta il ferito a valle e da lì al più vicino ospedale. Le sue condizioni sono al vaglio dei sanitari che stanno appurando il suo stato di salute, anche se non è in pericolo di vita. Un’avventura che in tanti si ricorderanno, a partire da chi ha affrontato i boschi all’imbrunire e con mezzi non adatti.