1° TEST PSICOLOGICO: alla Je o al Team Zama ? Ieri ho finito gli esami in università!!!!! Ovviamente i miei cari amici Robbo e Rana hanno voluto subito testare se fossi una brava psicologa dello Sport… secondo loro (e ci può anche stare in alcuni casi) per capire un’atleta e soprattutto chi fa certi sport, lo psicologo deve “vivere” in prima persona le sensazioni che si provano durante una competizione e nel caso dell’enduro, durante un’uscita nei boschi… ma la cosa che differenzia un qualsiasi endurista da un bravo endurista è la capacità di affrontare situazioni difficili, esempio una bella mulattiera al buio della notte con dietro una persona, perdipiù una persona del gentilsesso, perdipiù la Je. Dopo aver bevuto un caffè dalla Rana, ci trasferiamo nella bottega degli orrori. Arrivati sul posto c’è Robbo, che prima di intraprendere l’avventura, pensa sia il caso di riparare la ruota bucata…visto che sono SOLO 10 giorni che ci gira lo stesso. Partenza ore 24:00, ci dirigiamo verso la meta prestabilita…appena varcata la soglia del bosco odore di humus, piante e foglie bagnate mi danno la piacevole sensazione di trovarmi nel bel mezzo della natura, sotto un cielo che dopo tanti giorni è ricco di stelle…dopo i primi tornanti, lo sfondo sconnesso da solchi profondi, comincio ad abituarmi ai sobbalzi. Ci fermiamo nel punto panoramico per scattare delle foto (per provare la nuova fantastica macchina fotografica regalata alla Rana per i suoi 30 anni) e proprio lì a Roberto scatta la brillante idea di farmi provare quella che in psicologia viene definita “sensation seeking” (la ricerca di sensazioni forti). <<Sei pronta a farti male Je?>> tieniti forte… e così su per un sentiero ripidissimo, in cui passa a pelo la moto e le nostre ginocchia …sassi di qualsiasi forma e dimensione.. e intanto la moto arranca su per massi scivolosi, tra alberi che ci sfiorano le spalle e le gambe, è così difficile da spiegare la pendenza e gli imprevisti di quel tratto, tronchi che intralciano la strada, foglie scivolose, sassi enormi, solchi profondi “ma io mi fido di Roberto” penso a questo quando ci accingiamo ad affrontare il punto più inclinato e un dosso roccioso fa sì che i miei piedi si alzino dai pedali…la moto s’impenna, dietro a noi la Rana… in un momento ho visto il mio corpo schiacciato tra un albero e il corpo di Roberto e la moto sopra a noi!!! Ma Robbo, rischiando un’altra ernia, riesce a buttarla di lato, facendola fermare dagli alberi! Ci siamo guardati tutti e tre senza parlare… Il terrore nei miei occhi, la Rana a riprendere questo momento catartico, Robbo sudatissimo, la moto incastrata in un albero…ma in certi momenti la motivazione è il “motore” che ognuno di noi ha dentro se e che non si può incastrare da nessuna parte…e così i miei due “eroi” hanno rimesso la moto in carreggiata con tutte le loro forze e siamo ripartiti…su per quella mulattiera ricca di cose da dire… altri momenti difficili… per ritrovarci poi in cima al mondo a guardare giù quella distesa di luci ad illuminare il cielo di Varese e provincia.. sdraiati per terra a ricordare la serata, a condividere opinioni e idee. Che bel modo di festeggiare la fine della mia università. Ora posso dire di sapere cosa c’è negli occhi, nel cuore, ma anche nelle ossa (distrutte) dei nostri amici del Team Zama quando, a fine serata, entrano in botte, lerci, sfatti ma con il sorriso e con il luccichio negli occhi! E pensare che ho visto così poco! Grazie amici!
La Je |