Tòbia ormai fuori pericolo per la rottura della rotula si appresta a salire la mulattiera dai noi nominata "mulattiera impossibile". Notate l'abbigliamento zama di Tòbia (foto 02): maglietta, jeas, scarponcini da montagna e pile legato in vita. Le foto sono poche perchè ci mancavano veramente le forze anche solo per schiacciare il bottone. Comunque quelle poche che abbiamo scattato credo che possano rendere almeno un minimo l'idea di quanto posso essere stato massacrante. Chi è venuto con noi su per questa mulattiera si è poi sempre rifiutato di rifarla. Io stesso ogni volta che la faccio arrivo a metà e mi dico sempre che questa volta mollo, ma fortunatamente la voglia di arrivare in cima e conquistare la vetta ha la meglio, quindi mi spingo a massacrarmi a spingere fino in fondo. Chi non l'ha provata credo non possa capire. Tòbia stesso, mio compagno di mulattiere, che conosce bene quale il significato che attribuisco a mulattiera imposibile, ha detto che la mia descrizione pur essendo tragica non bastava a descriverla, non esistono parole che possano definire quanto sia impestata questa mulattiera.
Vi espongo velocemente come è andata. Il ritrovo è stato come sempre nella bottega degli orrori, partenza ore 23:00, direzione verso la morte. Vi risparmio i miei commenti nel momento in cui ho visto Totò vestito per andare a fare la scampagnata. Arrivati sotto la mulattiera appoggiamo le moto, pisciamo e descrivo velocemente il primo tratto di mulattiera, visto che Tòbia non l'aveva mai vista. Oltretutto di notte fare una mulattiera è veramente difficile perchè le luci dei fari che saltellano in continuazione non riescono mai a farti capire cosa ci sia poco più in là e quindi si sale con una continua sorpresa di radici, sassi curve improvvise ecc. (questo rende l'escursione ancora più eccitante). Quindi si parte, i nostri XR come sempre si comportano benissimo, con il giusto equilibrio e sforzo riusciamo a gestire perfettamente il peso delle nostre grosse monocilindriche, ma superate diverse difficoltà io per la stanchezza cado, e Totò brucia la frizione. Eravamo quasi alla fine ma la moto non sale, molli la frizione e rimane lì col motore su di giri. Disidratato e stanco, cerco di chiedere il soccorso zama, ma l'unica persona che mi da retta è Tatiana alla quale non mi permetto minimamente di chiedere aiuto perchè ai tempi non era ancora una Z-GIRL (altrimenti sarebbe accorsa). La sete si fa sentire e non avendo riserve d'acqua....ci mettimao a leccare le gocce della pioggia sulle foglie e sugli alberi, non avrei mai pensato che nella mia vita sarei arrivato a tanto. Nel mentre ragioniamo sul perchè si sia bruciata la frizione seminuova, ma non ci vuole tanto a capire che quella perdita d'olio mai sistemata all'XR 400 di Totò ha creato il danno. Dopo esserci dissetati con quantità d'acqua che non soddisferebbero manco una formica, decidiamo di tornare giu. Giriamo le moto e iniziamo la lunga e sconnessa discesa, anche qui le parole non basto a descrivere la difficoltà nello scendere. Per concludere ci siamo fermati ad una sorgente dove l'acqua sicuramente non era potabile e ce la siamo scolata.
Non concludere una mulattiera per un guasto alla moto
non ci era mai capitato, soprattuto con gli XR, quindi ci rode un po'. Ma a Tòbia sarà servita la lezione? Avrà riparato come si deve la sua moto? L'ultima volta che ho rivisto la sua il suo XR perdeva olio anche dal carter perchè la guarnizione gli si era rotta smontandolo!!!
Testo di ROBBO
03/07/2007
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